blogger di casa mia
giorno libero, dovrei pulire casa ma ho i polpastrelli che prudono. devo annotare, è stato un weekend notevole.
sabato. io lo so che sono sempre in ritardo, e so anche come funzionano le blogcene. stavolta sono arrivato troppo tardi per colpa del lavoro, così non ho conosciuto tutti: ma ho scelto - grande intuito - il tavolo giusto. troppo facile sedersi con gente già vista, che gusto c'è? e allora voilà: due coppie brillanti, un sospetto agente dei servizi segreti svizzeri, la padrona di casa e altre comparse di passaggio. ognuno con la targhetta personalizzata, come ai congressi: nome nick e indirizzo web, tutti dati con cui riciclare scontrini e foglietti sparsi. la r., che ignoro dove trovi altre risorse quando va in riserva, mi ha perfino intervistato mentre cercavo di deglutire il boccone di salsiccia*. se avete letto mutis (e se no, fatelo: è un ordine del medico), saprete che maqroll il gabbiere è un marinaio giramondo che compare dove meno te l'aspetti, ma sempre dove tiene degli amici: ho scoperto che sta a milano, fuma troppo, ha un sorriso luminoso e un entusiasmo contagioso, e soprattutto ha finalmente trovato la sua flor, in uno scambio di ruoli e sguardi che mi è parso perfetto. hanno promesso di sposarsi e c'erano troppi testimoni per smentirlo, adesso. ho scoperto che la seconda vita delle galline è in un paesino di provincia, e ho avuto la conferma che è facile raccontarsi i fatti propri se si crea il feeling giusto anche essendosi presentati cinque minuti prima. ho scoperto che feisbuk** semina più perplessità che entusiasmo, perchè noi blogghettari preferiamo pietanze più calde e saporite, cucinate con amore e non nel microonde. l'agente dei servizi sguizzeri è stato squisito, ha parlato sottovoce blandendomi con charlie brown, ha preso nota di tutto sul suo taccuino e poi si è dileguato nella notte, forse per fare rapporto a comano o forse per scrivere uno dei suoi post a mezza via tra vita, cultura e sogno. ho scoperto che non sempre internet giova all'armonia domestica e familiare: io non ho 'sto problema, vivo da solo. ho riso fino a tardi, maledicendo tim e vodafone che per farsi concorrenza dimenticano di recapitare sms spediti nel raggio di pochi metri. è stato tutto così coinvolgente che mi son scordato di prendere il sorbetto. ci ritroveremo, perchè non può finire così.
domenica. nel mio paese adottivo hanno tradizioni piacevoli. adoro, per esempio, quando le feste popolari trascinano la gente nelle viuzze antiche: sotto ormai hanno messo l'asfalto, chissà com'era bello il ciottolato di un tempo, ma attorno restano portoni e case di una volta. mi son fatto due passi con un'amica fin sul cocuzzolo della collinetta che tutto domina, scarpinando su strade che manco sapevo esistessero e godendo un gran panorama. vivo qui da tre anni e devo ancora conoscere tutto il paese: pigro d'un ciccio. dopo pranzo per la torta di mia sorella c'era anche una delle sue migliori amiche, a mia sorella ho detto: se le vuoi bene, non tesserle le mie lodi (ma non credo ci sia pericolo). a sera mi sono quasi commosso per le cose belle che mi ha detto a.: ci conosciamo da poco ma è già un'amica preziosa, ci sono parole e abbracci che valgono tanto. poi vabbè, a notte fonda è successo un casino in redazione per un quiproquo, ma con tutte queste belle cose mi è letteralmente scivolato addosso.
*appena mette in rete il video, probabilmente qui, ve lo segnalo, così potete sputtanarmi con le prove.
**alla fine, trascinato dai colleghi, ci sono cascato anch'io: mi trovate qui.




















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