venerdì, 09 maggio 2008

ventisei anni

ieri era l'anniversario, ricordato puntualmente da tutte le tv con speciali e documentari. bellissimo soprattutto quello di "sfide", che, come (quasi) sempre, ha colto sfumature umane poco reclamizzate. la mia generazione è cresciuta a pane e gilles: perderlo, e in quel modo, ci ha resi un po' orfani, e forse ci ha fatti diventare grandi. gilles era il cugino matto e dolcissimo che tutti sognavamo di avere. gilles faceva cose uniche e strambe: non vinceva quasi mai, ma non ne aveva bisogno per essere idolatrato. gilles combinava un sacco di casini, ma glieli perdonavi tutti. la sua scomparsa è stata uno spartiacque della nostra infanzia/adolescenza: tutti ci ricordiamo dove eravamo in quel mentre, come dopo è accaduto solo al grande senna.

gilles era soprattutto questo: quel giorno, domenica 1° luglio 1979, stavo al campeggio di chioggia con zii e cugini. gli altri bambini giocavano in giro, io e papà, con altre decine di ometti e omoni, stavamo al bar all'aperto che dava il gran premio alla tv issata su un trespolo. gilles purtroppo infine fu anche questo: quel giorno, sabato 8 maggio 1982, ero appena tornato da scuola, avevo trangugiato un pranzo veloce e mi accingevo a raggiungere l'oratorio per la riunione dei chierichetti. la tv non dava le prove in diretta, però alle due il tg interruppe il sonnacchioso fluire delle notizie per mostrare il terribile volo. arrivai all'oratorio scioccato: è morto villeneuve, dissi con un fil di voce. per la prima e forse unica volta mi diedero retta, fui al centro dell'attenzione, dissi qualcosa che colpiva gli astanti: quasi nessuno di loro sapeva, tutti abbassarono gli occhi. anni dopo, da giornalista (quasi) serio, l'ho ricordato così.

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giovedì, 08 maggio 2008

distanze

s.: hai presente montalbano? ecco, io e te siamo come salvo e livia.

ciccio: uhm, è un po' una fregatura... ma poi quando ci vediamo ottimizziamo come loro?

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mercoledì, 07 maggio 2008

ei fu

lì almeno era sincero

ronaldo da giovane era un grandissimo calciatore. ora ha 32 anni e sembra un pensionato: grasso, rotto e depresso. ronaldo, nato povero, guadagna millemila dollari all'ora: è baciato dalla sorte, anche se ai suoi tempi la sorte non tifava inter. ronaldo, oltre agli ingaggi da sultano del brunei, piglia un sacco di soldi come testimonial pubblicitario: pur se i capelli imbottiti di crescina fanno obiettivamente cagare, e mi stupisco che finora nessuna multinazionale del settore abbia profittato dei dentoni da castoro. ronaldo stava simpatico a tanti: pareva quel che dalle mie parti si dice un brao fioeu e quando si scassò per la seconda volta il ginocchio in diretta tv molti spesero lacrime sincere per lui.

poi ha cominciato a dare i numeri. la conversione al dio denaro, peraltro prevedibile, ne ha fatto uno dei tanti grevi mercenari del pallone: ha cambiato più squadre che fidanzate. anzi, questo proprio no: però insomma, ha girato come una trottola intascando cifre a troppi zeri, in un rapporto qualità-prezzo gravemente sbilanciato a suo favore. d'altra parte lo pigliavano per vendere magliette, il cosiddetto merchandising, mica per fare gol che ormai, da fermo e imbolsito, gli riescono solo ogni tanto. e quando segna esulta muovendo il dito indice, di più non riesce perchè è stanco e c'ha il fiatone.

ronaldo ha avuto donne bellissime e una moglie giovane mollata quasi subito, da cui è nato il piccolo ronald (che fantasia). c'è una fila lunga così di fanciulle desiderose di andarci a letto, per pura passione: agli ormoni non si comanda, e poi le sue ex dicono che anche sottocoperta sia abbastanza fenomeno. ronaldo dunque potrebbe avere per sé donne da sogno, pure gratis, e invece si va a ingabolare in un grottesco ménage con un team di travestiti di dubbie doti estetiche. i gusti son gusti: comunque stia zitto e mediti, invece di biascicare patetiche scuse. e lasciamo stare quei disgraziati e il loro tentativo di estorsione: anzi capiamoli, avranno voluto riscattare col jolly una vita passata sul marciapiede. tutti al posto loro ci avremmo provato, ammettiamolo.

il punto è che ronaldo è caduto davvero in basso. forse non giocherà più, di sicuro ha perso quell'aura di brao fioeu e sprecato un bel po' di fortuna. a me (facile dirlo adesso) non è mai andato a genio: uno dei miei momenti di massimo godimento personale sono state le sue lacrime inconsolabili del 5 maggio (nella foto), quelle almeno sincere. però solidarizzo nel momento in cui succede questo*: evidentemente per le zoccole un po' stronze aveva sempre avuto, come dire, un certo fiuto.

*che lo scriva la gazzetta certifica anche il declino della rosea, tra l'altro

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lunedì, 05 maggio 2008

lavavetri

oggi, a un semaforo trafficato del centro. c'è coda. il ragazzo avrà sedici anni: è vestito con jeans, maglietta e berretto storto, come usano adesso. ha la carnagione olivastra, gli occhi sottili e lo sguardo cupo. settimana scorsa due vigili gli avevano sequestrato l'attrezzatura. scruta la fila, sceglie il bersaglio, attraversa facendo slalom tra le auto. una mano spruzza dalla bottiglietta un liquido sul parabrezza, l'altra passa il tergivetro con gesti regolari. dall'interno, i passeggeri manifestano insofferenza a chiari gesti. lui se ne frega, finisce la frettolosa pulizia senza alzare gli occhi e poi si avvicina al lato conducente con la mano tesa. gli dicono di andarsene, che ha già rotto abbastanza. vaffanculo, risponde. si gira svelto col suo passo ciondolante: è venuto rosso all'altro lato dell'incrocio.

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sabato, 03 maggio 2008

adoro quest'uomo

l'avevamo lasciato incazzato nero con strunz, ormai dieci anni fa: lo ritroviamo pacioso ct dell'irlanda. grande trap. lui non si ricorda di me, ma io sì: lo conobbi quando allenava l'inter, prese sottobraccio me e il mio collega, patetici giornalistucoli di provincia, e ci portò a passeggio per un'intervista volante piena di risate. ci fosse stato pane e salame, avrebbe messo il grembiule e fatto l'oste. siccome qui bazzicano esperte di lingue, ditemi se è più ruspante la versione irish o quella crucca.

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venerdì, 02 maggio 2008

referrers di aprile

è sempre istruttivo spulciare tra le chiavi di ricerca: si aprono spaccati sociali che rivelano l'utilità del tuo blog, ma anche no. invece della solita top ten, ecco i podi divisi per categorie: come agli oscar, perchè io valgo.

pulp 1. abortire col prezzemolo...che roba è? 2. implodere qualcuno 3. a cena con il sosia

oink 1. masturbazione e forfora 2. frasi erotiche di buona notte 3. polluzioni sensazione fantastica

alta cultura 1. a cosa serve l'unghia del mignolo lunga 2. callo dello scrivano foto 3. frasi di johan cruyff

ma 'ndo vivi? 1. perchè la mia azienda non mi ama 2. cos'è successo in tibet? 3. come faccio a far volare il cane

yawn 1. attrazione platonica 2. considerazione sull'argomento trattato ieri a porta a porta 3. che cosa sono le somme algebriche

casi umani 1. masturbazione freddoloso 2. sederi da sballo 3. la mia azienda sta per chiudere cosa fare?

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mercoledì, 30 aprile 2008

memè #1

ricevo da occhidigiada una catena alla quale m'aggrego, pur in colpevole ritardo (così va bene? sono abbastanza contrito?). si tratta di elencare sei cose che mi piace fare.

  1. chiacchierare. se faccio il giornalista e ho fatto il radiocronista un motivo ci sarà: ho lingua lunga e so contar balle.
  2. leggere. anche se ultimamente ho un po' perso il ritmo, un buon libro (ma anche due o tre) non manca mai sul mio comodino. e quando ho dovuto arredare la casa la prima cosa è stata la libreria in sala.
  3. pensare. e non sempre è un bene: noi quasi quarantenni ancora in mezzo al guado pulluliamo di obbrobriose seghe mentali.
  4. corteggiare. non che io insegua ogni fattezza muliebre che incrocio: verso soggetti selezionati, però, è una fase che mi ha sempre intrigato. fino al due di picche, poi cambia sapore.
  5. guardare panorami. soprattutto di collina e di mare, e soprattutto fuori stagione, quando i colori sono tenui e l'anima dei luoghi affiora senza reticenze.
  6. vabbè, questa la sapete dai.

passo la palla a martiz, bu, fran, monicabionda, viola e al finestraio, che sarà contento di sapersi mischiato, una volta tanto, a tutta questa gnocca.

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martedì, 29 aprile 2008

il segnale...

...che è arrivata la primavera: "stefano, quand'è che tagli il prato?".
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lunedì, 28 aprile 2008

amorazzi/1

stamattina nell'esausto dormiveglia del lunedì stavo pensando che è vero che ho corteggiato attivamente più che passivamente, e collezionato due di picche, ma non è vero che non sono mai stato corteggiato. anzi, facendo i conti, sono clamorosamente quasi in parità. solo che, maledetto imbranato, ho perso mille treni perchè non sono stato buono a salirci.

alle superiori piacevo a m., che aveva fama di discreta zoccola: speravo di poterlo verificare, ma il sogno svanì il giorno in cui, pubblicamente, disse che sì, ero un gran bel ragazzo, "però il carattere...". un ragionamento simile non era abbastanza da zoccola, infatti non me la fece neanche annusare. nell'altro corridoio all'ultimo piano c'era la classe di s.: mi approcciò tramite la sua compagna di banco, un giorno all'intervallo venne a farsi consolare per un brutto voto con conseguenti piagnistei. era in gamba e pure carina, ma come al solito persi l'attimo e lì capii che le donne raramente ti concedono una seconda chance. ricordo ancora dove abitava, l'ho rivista recentemente in auto col probabile fidanzato e la sua espressione non mi è sembrata felice (no, non mi aveva scorto, malignazzi).

nell'estate del '90 fui a tanto così da s., la più ambita della compagnia: era bellissima, intelligente e simpatica. l'avessi conquistata, avrei avuto gloria imperitura: invece rimasi ancora una volta a secco. una sera mi si avvinghiò letteralmente al collo, sussurrandomi provocante una domanda scema alla quale, colto alla sprovvista, risposi nel modo più idiota possibile. un secondo dopo ero già vittima del famoso assioma della chance unica, che cominciava a farmi un po' girare le balle. oggi s. vive a san benedetto del tronto con marito e prole.

m. mi scriveva lettere e mi telefonava dal lavoro. il mio amico del cuore l'aveva mollata e lei voleva consolarsi avec moi. non ero dell'idea, ma fu dura liberarmene: la sua pervicacia faceva tenerezza, riuscii per una volta a negarmi senza fare troppo male. a capodanno insistette perchè l'accompagnassi a casa dopo la pizzata, e una volta arrivati disse ammiccante "sono sola, sali da me?". oh, non ci crederete, ma preferii rincasare a mia volta. lo so che mi state sfanculando indignati: è che nevicava di brutto e rischiavo di restare sotto la tormenta. non so più che fine abbia fatto.

il rimpianto più grosso si chiama f.: sta tuttora sul podio dei tre maggiori geni che abbia incrociato sul mio cammino. ci conoscemmo al gruppo giovani parrocchiale: ogni volta ci fermavamo a parlare in macchina fino a tardissimo, con i suoi che sbirciavano di sottecchi da dentro casa scostando appena le tende. per farla breve, ci inseguimmo parecchio senza trovarci mai: un 17 dicembre - e come faccio a scordare una data così - mi diede il chiarissimo segnale che "era ora di quagliare". naturalmente lì mi prese il trac e non quagliammo: pochi mesi dopo mi misi con un'altra e lei ci rimase malissimo, anche se incassò signorilmente. oggi è un medico in carriera ("si vede lontano un miglio che sei un pediatra", le dissi quando ancora doveva scegliere l'università: azzeccai in pieno), si è appena sposata e sta in svizzera francese. è la seconda chance che più avrei voluto, anche se riconosco che non ero all'altezza di una così esigente.

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venerdì, 25 aprile 2008

attacco chimico

la finestra della mia camera dà sui garage del piano interrato. se alzi lo sguardo è carino: vedi il prato, le case di fronte e il bosco che s'arrampica sulla collina. ma se lo abbassi, ecco, non è proprio il massimo. in più, ogni volta che apro la finestra devo badare alla trabant dell'ottantenne che mi calpesta il soffitto: in realtà è una vecchia 128, ma fa casino e fumo uguali, insomma il rischio che esalazioni letali mi pervadano l'appartamento è concreto. stamattina, col sole e il cinguettio garrulo degli uccellini, ho spalancato fiducioso: niente trabi. peccato che il vicino dell'altra palazzina avesse deciso di elaborare la vespa di un amico proprio nel piazzale qui sotto, 'tacci sua. secondo me ha tossito persino ludovico, il bonsai che stava appollaiato sul davanzale. argh.

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