il nome prometteva bene
il signor battisti cesare, a dispetto del nome illustre e probabilmente delle collegate aspettative paterne, è un delinquente e un assassino comune. trascrivo in breve la sua fedina penale, i numeri parlano da soli: quattro omicidi passati in giudicato (a tre partecipò direttamente, l'altro lo ideò: vabè che i giudici non sono infallibili, ma un poker di errori mi sembra improbabile), varie rapine (una con tanto di sequestro di persona), atti di libidine violenta (per giunta su una persona incapace), militanza attiva in un noto e sanguinario gruppo eversivo di estrema sinistra, diversi soggiorni in cella sparsi qua e là. più volte arrestato fin da ragazzino, deve scontare l'ergastolo ma è latitante dal 1981, prima in francia e poi in brasile, dove siccome non è del tutto scemo si è riciclato come scrittore. il signor battisti cesare scriverà anche bene, ma la smetta di lamentarsi perchè l'italia sta finalmente ottenendo una sacrosanta estradizione. il signor battisti cesare urla, strepita, grida alla persecuzione, fa sciopero della fame, frigna, minaccia di ammazzarsi e blatera altre amenità tipiche di un uomo tutto d'un pezzo. il signor battisti cesare vuole la grazia per ragioni umanitarie e sostiene di aver diritto a una vita serena, avendo chiuso col suo passato turbolento. peccato che prima di voltare pagina sia buona cosa pagare il conto: altrimenti è troppo comodo. per me battisti cesare è tutto tranne che un signore: stia un po' in gattabuia, e per giustizia, mica per vendetta. del resto, quando uccideva la gente, non gli fregava nulla dei diritti umani.
e tralascio schifato la scelta del comune di milano di dare l'ambrogino a marina berlusconi e ai vigili che fustigano i clandestini.





















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