giovedì, 25 giugno 2009

è sempre in mezzo

l'altro ieri mia madre ha litigato al telefono con la sua (ex?) colf ucraina. l'animato diverbio si è concluso in maniera sorprendente:

colf: comunque senta, per quel che mi riguarda può anche far venire berlusconi a fare le pulizie!

- clic -

madre di ciccio: eh, magari lo farebbe se avessi vent'anni...

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giovedì, 18 giugno 2009

venghi bambocci, venghi

io posseggo una barchetta, mi costa un miliardo. però sono anche democratico: la mia famiglia siete voi poveracci, voi disgraziati! (gr. ladr. farabut. di gr. croc. mascalz. assas. figl. di gr. putt. marchese conte piermatteo barambani megalom.)

mio zio e., che iddio l'abbia in gloria anche se non era un santo, era un comunista coi controfiocchi. uno di quelli veri, non perchè amasse stalin: è che chiamava le cose col loro nome, senza ipocrisie di comodo. non si limitava a professare la sua fede politica: la praticava. la morte di berlinguer gli diede un brutto colpo, la svolta della bolognina affossò del tutto la sua passione cristallina. dopo, si limitò a osservare e a votare, senza più speranza, col disincanto di chi aveva capito tutto e non ci stava più. da fetente fratello maggiore si divertiva a provocare mio padre, destrorso e devoto del berlusca: siccome mio padre ha lo stesso senso dell'umorismo del presdelcons, cioè infinito sarcasmo e zero autoironia, finiva quasi sempre in rissa biscardiana, finchè papà diventava paonazzo e io tiravo una gomitata allo zio. che sia morto presto è un peccato, però si è risparmiato due ulteriori traumi: il berlusconismo di ritorno e la juve in serie b.

il comunismo dello zio era ovvio: tecnico e sindacalista alla sip in anni caldissimi, aveva dentro il sacro fuoco della coscienza di classe. oggi non esiste più: i cipputi moderni appoggiano il padrone, al punto di dargli le chiavi del paese. mentre mi è molto chiara - persino logica - la dinamica mentale della militanza leghista, continuo a non capacitarmi del successo politico di un uomo che più le conta grosse e più guadagna appeal.

mister b. è insopportabilmente ricco, donnaiolo, egoista, carismatico, arrogante, cialtrone, guitto, furbo, falso, sprezzante, presuntuoso, egocentrico, maschilista, infantile, inaffondabile, offensivo, impunito. tolte le voci carismatico e inaffondabile, è tutto ciò che non dovrebbe mai essere uno statista: eppure noi lo si vota in massa, e nel mondo ci rappresenta lui. lo appoggia anche chi stenta a tirar fine mese. sono sempre più basito, sconsolato e convinto che piaccia perchè è come tutti vorremmo essere, e non abbiamo neanche più il pudore di negarlo. triste dirlo, ma nei suoi difetti ribaltati in pregi, si specchia tronfio l'italiano medio: persino le donne nell'era delle veline. non tifiamo più per fantozzi: tifiamo per il supermegapresidente, anche se ci prende a calci. ecco perchè nessuno scandalo lo può disarcionare, e lui lo sa benissimo.

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lunedì, 15 giugno 2009

15 anni dopo

io me la ricordavo così

adesso ho scoperto che è così

io direi... chapeau!

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venerdì, 12 giugno 2009

letture

c'è questo giochino: rispondere alle domande citando titoli di libri che si sono letti. io lo faccio, chi vuole raccolga.

1. Sei maschio o femmina? L'uomo duplicato (Jose Saramago)

2. Descriviti: Si fa presto a dire pirla (Paolo Rossi)

3. Cosa provano le persone quando stanno con te? Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano (Gino e Michele)

4. Descrivi la tua relazione precedente: Diario di un killer sentimentale (Luis Sepulveda)

5. Descrivi la tua relazione corrente: Pellegrino sul mare (Par Lagerkvist)

6. Dove vorresti trovarti? Terra del Fuoco (Francisco Coloane)

7. Come ti senti nei riguardi dell'amore? Abdul Bashur, sognatore di navi (Alvaro Mutis)

8. Com'è la tua vita? Il giorno prima della felicità (Erri De Luca)

9. Che cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio? Padri e figli (Ivan Turgenev)

10. Di' qualcosa di saggio... Alzatevi, andiamo! (Giovanni Paolo II)

11. Una musica: Silenzio a Milano (Annamaria Ortese)

12. Chi o cosa temi? L'estrema solitudine (Tahar Ben Jelloun)

13. Un rimpianto: Anni rubati (Paul Hill)

14. Un consiglio per chi è più giovane: Selvaggi e sentimentali (Javier Marias)

15 Da evitare accuratamente: Idioti (Jakob Arjouni)

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lunedì, 08 giugno 2009

capitali

alle medie, e poi anche alle superiori, ero un asso della geografia. nella gara sulle capitali del mondo era difficile battermi, le sapevo tutte. non la studiavo molto: giusto le cose che m'interessavano. ricordo che una volta presi 2 (sì, due) per la goduria della prof buonanima, che mi detestava e aveva teso con successo il suo miglior tranello: interrogarmi insieme al mio amico del cuore, un adorabile secchione che portava in palmo di mano, e farmi fare una figura barbina. quella fu talmente barbina che a mio padre dissi di aver preso 4, e già la prese molto male, ma almeno evitò lo sciopone.

tornando alle capitali, oggi non arriverei al 20%. la geografia che studiavo io non esiste più, l'atlante è diventato peggio di un tavolo del risiko. per noi negli anni ottanta era tutto semplice e schematico, soprattutto a est. sulla nostra cartina c'erano la jugoslavia, la cecoslovacchia, l'immensa urss che abbracciava un territorio impossibile da concepire, le due germanie (e quella oppressa, comicamente, si chiamava democratica: era l'impagabile ironia inconsapevole dei gerontocrati di lassù), l'ulster che non se la passava affatto bene, la rhodesia, i bantustan sudafricani. ai pischelli di adesso tocca sbattersi tra gli infiniti paesi ex sovietici, le repubbliche mignon baltiche, nazioni grandi come la provincia di vercelli. quante cose sono mutate in pochi anni: qualcosa del genere era successo dopo la prima guerra mondiale, col crollo degli imperi. a proposito, persino le province italiane non sono più le stesse: meno male che han cambiato le targhe delle macchine, ai tempi miei le sigle erano arancioni.

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venerdì, 05 giugno 2009

treni

la mia vita è stata di cicli più o meno lunghi, accomunati da un particolare: il radicale cambio di scenario quando ho voltato pagina. nel mio viaggio è successo come in treno: quel che c'era fuori dal finestrino è sparito e rimasto indietro, tutto un altro paesaggio. naturalmente ci sono dei punti fermi, cose e persone che c'erano, ci sono e - spero - ci saranno. e il mio viaggio si è incrociato intersecato appaiato a quelli degli altri, perciò spesso mentre ero fermo - e sono stato fermo, oh sì - altri treni sono spariti dalla vista del mio. poi li reincontro, quasi per caso, e mi stupisco di come siano cambiati pur rimanendo fondamentalmente se stessi.

l'altro giorno mi ha telefonato m., che a suo tempo corteggiai invano e che non vedevo da almeno due anni: è stata molto carina e mi ha raccontato gli sviluppi della sua vita. a fine maggio in svizzera è nato il primogenito di f., una delle migliori ragazze perfette in cui ho inciampato (ne parlai qui). poi ho saputo che v. (ne parlai da qualche parte, non trovo il link) ha avuto una bimba, ecco perchè non la vedevo più in giro. per strada ho incontrato f. e e. col pargolo nel passeggino. f. e s. si coccolano la piccola g., e penso che presto succederà qualcosa del genere anche a s. e s. in montagna. a fine mese si sposa mia cugina di roma ('azz, mi tocca mettermi in tiro). persino mia sorella sembra aver lasciato indietro le sfighe passate: a. parrebbe quello giusto, ma meglio dirlo sottovoce. e taccio di quelli più o meno lontani di cui ho saputo tramite facebook.

si capisce, vero, che tutto ciò mi mette allegria, ma anche un po' di malinconia?

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martedì, 02 giugno 2009

il destino esiste

riflettevo (ehm) che non so quanto credo nel destino, perchè in generale sono convinto che siamo artefici della nostra storia, e che l'effetto dei fatti esterni sulla nostra vita dipenda da come reagiamo: infatti mi considero l'unico imputato - colpevole, per giunta - della mia insoddisfazione. ma ammetto delle eccezioni, almeno un paio: le malattie e gli incidenti. i comportamenti a rischio sono da evitare, claro, ma un cancro al polmone ti può venire anche se non fumi. per strada puoi essere prudente finché ti pare, ma se un pirla brucia il semaforo rosso e ti centra, ciao. mesi o attimi che distruggono te, i tuoi cari, il tuo mondo: succedono, non puoi farci nulla. e lascio stare i discorsi teologici, ché se no si fa lunga anche per un credente.

a questo pensavo leggendo tutto il leggibile sull'incidente aereo nell'atlantico. quelle 228 persone sono salite come tante altre volte su un airbus all'imbrunire, si sono tuffate nella notte coi loro pensieri, le loro storie e i loro progetti, magari hanno anche preso sonno. a un certo punto tutto ciò che fino a poco prima normalmente era non è stato più. sparite, scomparse, finite: forse disintegrate senza soffrire, forse accorgendosi della sciagura. per quasi tutte non ci sarà nemmeno una bara da seppellire, l'oceano cullerà pietoso il plancton e il mistero avvolgerà la stucchevole morte di massa.

tra me e me ho realizzato che in questi casi è una pura e semplice questione di culo o di sfiga. un aereo è una macchina fatta da uomini, e come tale può scassarsi: ma se, come dicono, grazie alla tecnologia moderna casca un aereo su un milione, perchè proprio quello? e perchè proprio lì in mezzo al mare, senza appigli possibili, né via radio né a terra? chissà come si sente quel tizio che all'ultimo non si è imbarcato a causa del passaporto sbadatamente scaduto.

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lunedì, 01 giugno 2009

murphy colpisce ancora

se la tua macchina deve lasciarti in panne, lo farà di venerdì pomeriggio, in svizzera, a trecento metri dalla dogana, sotto il solleone, mentre rassicuri via sms chi ti aspetta venti chilometri più a sud che stai arrivando.

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giovedì, 28 maggio 2009

la legge di murphy...

...applicata al calendario: un mese ha trentun giorni, mediamente noiosi, ma gli impegni inderogabili si accumuleranno tutti il 29, costringendoti a derogare a qualcosa. per di più, giusto oggi mi sta venendo una fastidiosa otite. uff.

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lunedì, 11 maggio 2009

stima

oggi un tizio del settore ha detto di me: "il giovanotto è un buon professionista". sono indeciso: qual era il vero complimento?

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